Le famiglie Del Vecchio e Benetton, simboli del capitalismo familiare italiano, si trovano attualmente in una fase cruciale per il loro futuro e per i rispettivi business. La famiglia Del Vecchio sta affrontando tensioni interne, in particolare tra i fratelli Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico, figli di Nicoletta Zampillo ma di padri diversi. Dopo un acceso confronto sul riassetto di Delfin, la holding lussemburghese presieduta da Francesco Milleri, emergono segnali di possibile riconciliazione. Un accordo verbale è stato raggiunto, con l’impegno di ritirare le cause legali che attualmente ostacolano le operazioni di Delfin. Un accordo formale potrebbe arrivare nel weekend, ma è cruciale per Leonardino ottenere il consenso di Rocco per accedere a un prestito di 11 miliardi di euro necessario per acquisire le quote dei fratelli Luca e Paola, diventando così il principale azionista della holding con il 37,5% delle azioni. Questo riassetto non solo influenzerebbe la distribuzione dell’eredità tra gli eredi, ma potrebbe anche avere ripercussioni significative sulle partecipazioni finanziarie di Delfin, che includono azioni in Generali, MPS e Unicredit.
Dall’altra parte, la situazione in casa Benetton è diversa. Tra gli eredi di seconda generazione si avverte un crescente dissenso, e due dei figli di Giuliana Benetton stanno considerando di lasciare Edizione, la holding familiare. Se questa uscita dovesse concretizzarsi, la holding si farebbe carico di riacquistare le loro quote. La finestra temporale per questa possibile uscita è fissata tra luglio e novembre 2026, e il patrimonio della famiglia è stimato tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro. La situazione, quindi, rimane incerta e le prossime mosse saranno decisive per il futuro di entrambe le famiglie e delle loro imprese.

