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Il Tesoro britannico intensifica il controllo sulla spesa del programma Gcap

Il Tesoro del Regno Unito si prepara a esercitare un controllo più rigoroso sulla spesa del Global Combat Air Programme (Gcap), un’iniziativa congiunta tra Regno Unito, Italia e Giappone per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione previsto in servizio entro il 2035. Questa decisione, riportata dal Financial Times, si inserisce nel contesto di un dibattito interno al governo britannico riguardo al nuovo piano decennale di investimenti per la difesa, mentre si prevede un ulteriore aumento delle risorse destinate al progetto.

Recentemente, Londra ha annunciato l’intenzione di stanziare circa 6 miliardi di sterline (circa 7 miliardi di euro) per sostenere il Gcap, consentendo ai tre partner di firmare un contratto pluriennale con l’industria, dopo mesi di ritardi e pressioni diplomatiche da parte di Tokyo. Tuttavia, i funzionari giapponesi hanno espresso preoccupazioni sull’impegno di Londra nel progetto, complicando ulteriormente la situazione.

Il Gcap, avviato con la convenzione firmata nel dicembre 2023, ha visto la creazione di una organizzazione governativa (Gigo) e una joint venture tra le aziende leader del settore, con Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Mitsubishi Heavy Industries per il Giappone. Nonostante le aspettative, la firma del contratto tra i governi e le industrie coinvolte ha subito ritardi, con il primo contratto di progettazione, inizialmente previsto per la fine del 2025, che è stato solo recentemente assegnato ad aprile.

Con l’approssimarsi della fase finale delle trattative sul Defence Investment Plan, il Tesoro britannico intende rafforzare la propria supervisione sul Gcap per evitare potenziali sforamenti di bilancio, una problematica che ha afflitto altri progetti militari in passato. Il primo ministro Keir Starmer è atteso a annunciare un aumento della spesa militare di circa 15 miliardi di sterline entro il 2030, un compromesso tra le richieste di diverse figure governative, evidenziando la complessità del dibattito sulle risorse per la difesa nel Regno Unito.

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