Un inusuale scontro tra due autorità indipendenti, l’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), si sta svolgendo sui temi dell’accesso alla rete ferroviaria ad alta velocità in Italia. L’ART ha deciso di impugnare la chiusura dell’istruttoria da parte dell’AGCM, avvenuta lo scorso 3 marzo, che ha accettato gli impegni presentati da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per facilitare l’ingresso della francese SNCF nel mercato italiano.
La controversia è emersa a seguito di un procedimento avviato dall’AGCM nel marzo 2025, in risposta a una segnalazione di SNCF Voyages Italia. L’AGCM ha sollevato preoccupazioni riguardo alle modalità di assegnazione delle tracce ferroviarie, che potrebbero ostacolare l’ingresso di nuovi operatori e favorire quelli già presenti. Le tracce ferroviarie, essenziali per la programmazione dei servizi, sono una risorsa limitata, particolarmente preziosa sulle tratte più redditizie come quella tra Milano e Roma.
Per chiudere il procedimento senza una contestazione formale, RFI ha presentato una serie di impegni, tra cui la garanzia di un pacchetto minimo di 18 tracce sulla rete Alta Velocità per i nuovi entranti, con un orizzonte temporale di dieci anni. Inoltre, sono state proposte modifiche alle regole di assegnazione e meccanismi per favorire l’accesso alla capacità disponibile.
Tuttavia, l’ART ha espresso un parere critico, sottolineando che il tema delle tracce ferroviarie non riguarda solo la concorrenza, ma è anche una questione di regolazione, con specifiche competenze attribuite dalla normativa europea e nazionale. La posizione dell’ART evidenzia le tensioni esistenti tra le autorità nel definire i confini delle loro rispettive competenze e nel garantire un mercato competitivo per l’Alta Velocità italiana.



